Barbara Tavella, Uncutted

 
 

Spazi e personaggi estranei, alieni, sconosciuti che evocano uno spaesamento, a cui si aggiungono gli sguardi, onnipresenti nei tuoi quadri, agitati da un qualcosa di inafferrabile, che sfugge. Le tue opere sono dense di aspetti difficilmente racchiudibili in parole: “ciò che è importante ora”, scrive Susan Sontag, “è riscoprire i nostri sensi. Dobbiamo imparare a vedere di più, ad ascoltare di più, a sentire di più”. Ed è proprio questo l’approccio estetico con cui dobbiamo addentrarci nelle tue tele, un approccio capace di sottrarci a logiche razionali per condurci a un’esperienza legata ai sensi.

Lontana da una mera idealizzazione di forme legate a esperienze artistiche del passato, la tua opera è modellata secondo i tuoi stati d’animo, che talvolta t’inducono ad affermare la tua soggettività sulla tela tramite tagli, strappi o ripitture, al fine di avere un contatto intimo e diretto con le tue creazioni. 

 Attraverso un’inesausta ricerca e sperimentazione che chiama in causa una costante interrogazione sui modi del fare artistico, la tua pittura riesce a sondare degli angoli nascosti, che probabilmente sono misconosciuti anche a te stessa. Questo legame tra te e la tua arte ti ha consentito di instaurare un collegamento tra le forme, i pensieri e le esperienze vissute. Nei dipinti e collage traspare qualcosa di intimamente privato, che riesci a trasmettere allo spettatore inglobandolo nel tuo mondo. I personaggi dei tuoi quadri interpretano spesso dei ruoli: a tratti la donna è raffigurata come una bambola, oppure un’eroina, o Eva o un capriolo; queste figure si stagliano in primo piano, ma al tempo stesso sembrano perdersi su uno sfondo indefinito, che le estrania da ogni riferimento con la realtà. Traspare dagli sguardi, dalle posizioni e tensioni dei corpi, una sensualità, una fragilità, una speranza, nonché un’attesa, una paura, una vergogna, un’ intimità... Tutto questo si riflette anche sulla peculiarità con cui usi i colori, che divengono essi stessi indizi visivi delle tue emozioni: a volte saturi, addensati in pennellate grezze e sicure e altre invece, pallidi, molto diluiti e quasi trasparenti. E così questa mostra ci trascina e ci isola in uno spazio puntellato da frammenti dei tuoi pensieri e della tua vita, e, a partire dal racconto della tua storia, giungi a toccare aspetti universali dell'esistenza, in cui lo spettatore non faticherà a raffigurare qualcosa di sé. Un taglio netto dalla realtà, dove, anche grazie alla musica, abbiamo la possibilità di perderci e al tempo stesso di ritrovarci. 

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15.9 – 29.9.2013
Circolo, Urtijëi

Collaboration
Epl-Ert por i Ladins
Istitut Ladin Micurá de Rü

Circolo




Work done  
Curator, drafting of texts and coordinator of the project